mini. Alle pressanti sollecitazioni della fabbriceria lo scultore Rinaldi ri-
spondeva attraversouna lettera inviata al padre il 24marzo di quell’anno:
“Sig. Padre, quando veggo suoi caratteri tuttomi consolo, Dio ci doni
sempre quel prezioso dono della salute e cimantenghi la sua provvidenza.
Di quantomi domanda la sua gentilissima intorno al lavoro degli Angeli,
iononpossodire soloche continuamente lavoriamo intornoadessi inquat-
tro,ma che il lavoro è infinito, perché sono assai grandi…cerco con tutto
il cuore di sollecitare il lavoro, ma però per la gran fretta non voglio sacri-
ficare il mio onore perché presto e ben non si convien, molto più per le
cosedimarmo, chedevonodurarequantodura lo stessomarmo, chedopo
passati i secoli, chi guarderànonandrà a cercar il tempooccorsogli,magiu-
dicherà inmerito al lavoro…”
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.
Alla finecomunque le statuearrivaronoe il 12ottobre1824 ilVicarioGe-
nerale della diocesi di Padova poteva benedire il nuovo altare, che ebbe però
la sua consacrazionemolto più tardi, il 27 febbraio 1858: il presbiterio così
rinnovato si èmantenuto tale fino adoggi, senza ulteriorimodifiche; con la
riforma liturgicadelConcilioVaticanoIIvi è statoaggiuntounaltaremobile
rivolto al popolo, chenonaltera l’imponente struttura in stileneoclassico.
Non solomuri: i doveri di unparroco
Il nuovoaltare fu il primodi una seriedi operemateriali di cui parleremo
in seguito,ma nonpossiamodimenticare che una comunità cristiana è so-
prattuttouna retedi relazioni intessutadi fede, speranza e carità. Il paziente
tessitore di questa rete è il parroco che – se svolge bene il suo compito e sa
farsi aiutare senza pretendere di accentrare tutto sudi sé –diventa di volta
involtapadre, amico, fratello, consiglieredisinteressatoche sa far trasparire
nelle sueparole enelle sue azioni la lucedelVangelo.NelXIXsecolo le sue
incombenze erano molteplici e toccavano molti aspetti della vita quoti-
Prima parte
I
PRIMI
100
ANNI
13
7
“
Il Santuario del Carmine
” cit., p. 35.