non avendo un centesimo da spendere e dovendo fare in qualche modo
fronte al disastro che rendeva estremamente disagevoli le condizioni all’in-
terno della chiesa, pensò di chiedere al Comune un contributo con impe-
gno di restituzione rateale. Avendone avuto risposta negativa, si rivolse al
Vescovo conuna lettera del 26 agosto 1835:
“Mons. Ill.moeRev.mo, essendo statodemolito il copertodellaCupola
della Parrocchiale di S. Maria del Carmine sino dallo scorso anno perché
giudicato dalli periti dell’arte al sommo pericoloso e minacciante caduta,
l’attuale fabbriceria dovette riparare precariamente al Catino della stessa
conprovvisoria intonacatura adoggettodi difenderlodalle intemperiedella
stagione, nonché dalla pioggia istessa fino a tanto che ne avesse ottenuti li
mezzi sufficienti dalla Comune per farne la ricostruzione della nuova di
piombo. Ma essendo andate a vuoto le concepute speranze attesa una ri-
spostanegativa che ebbe, ilCatino si trovaper ancoespostoe talmente egli
ne sofferì di permettere il filtramentodellapioggia che adirottocaddénelli
trascorsi giorni e sopra l’organo, li confessionali, il presbiterio, lebalaustrate
dell’AltareMaggiore da non potere più né celebrare li Augusti misteri di
nostra Santissima Religione, né di dispensare ai fedeli l’Eucaristico Sagra-
mento. In questo giorno impertanto essendo il presbiterio ridotto un lago
di acqua con caduta ancora di calce e pericolo di rovinare il popolo circo-
stante e liMinistri del Santuario, venni alla determinazione per urgenza di
levare il SS. Sagramento dal suo Altare e provvisoriamente lo collocai in
uno dei Laterali…Il presente caso affliggente il mio cuore ed il cuore di
tutti loassoggettoallo sguardodiV.S.R.maonde voglia il Pastorale suozelo
interessare energicamente laCongregazionemunicipaledi questa città…”
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Il VescovoModesto Farina intervenne con due lettere, una allaDelega-
zione regia e l’altra – più estesa e circostanziata – al municipio in data 29
agosto 1835, cioè appena tre giorni dopo aver ricevuto quella del parroco:
“RispettabileMunicipio di Padova. Il Parroco di S.Maria del Carmine
di questa Città…mi fa conoscere che le dirottissime piogge dei giorni
Prima parte
I
PRIMI
100
ANNI
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Il Santuario
cit. p. 37.