Fumeritodei primi parroci ed inparticolare dimons. Cheberle nel suo
lungoperiododi guida pastorale (1830-1884) aver conservato e rafforzato
le due grandi feste – Carmine e Lumini –mantenendo così viva la spiri-
tualità carmelitana da una parte e la relazione con la città dall’altra, e so-
prattutto intensificando una tradizione di devozione mariana che anche
oggi continua ad attirare fedeli da fuori parrocchia
28
.
LaBeata ElisabettaVendramini
Non possiamo dimenticare che a metà ottocento la nostra Parrocchia
vide la nascita e lo sviluppo dell’Istituto delle SuoreTerziarie Francescane
Elisabettine cheha la suaCasaMadrenel grande complessoedilizio situato
fra viaVendramini, via S.Giovanni diVerdara e viaBeatoPellegrino: pro-
prio lì, in una soffitta, laMadre Fondatrice e le sue prime consorelle nel
1827 hanno iniziato quella missione di servizio ai poveri ed ai sofferenti
che prosegue con forme diverse anche oggi.Mi piace pensare che inquegli
anni fecondi di grazia ed attività abbia frequentato spesso la nostra Basi-
lica, dove il 4 aprile 1860, si è tenuto anche il suo funerale. Nell’archivio
parrocchiale è conservato come un tesoro il suo atto dimorte:
“Il 2 aprile 1860Vendramini Elisabetta del fu Francesco e di Antonia
Duodo, PrioradelTerz’Ord. S. Francesco, d’anni 70 inconseguenzadi iper-
24
I
PRIMI
100
ANNI
Prima parte
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C. G
ASPAROTTO
,
S. Maria del Carmine
cit. p. 366-367: “Grande continuò la fre-
quenzadi popolo, di città edi campagna, il 16 luglio: ladevozioneper laMadonnadelCar-
mine era rimasta profondanell’animodei Padovani anche dopo la partenza dei Padri, che
l’avevanodiffusa.Né ladevozione e l’affluenzadi popolo sonodiminuite oggi alCarmine
in tale giorno…la pittoresca processione alla sera e la “Sagra” del 16 luglio sono ancora
oggi lamanifestazione popolare più sentita e tradizionale di Padova, dopo laFestadi San-
t’Antonio…Anche se il Carmine abbandonò il pio uso, dei secoli precedenti, di rendere
pubblico solenne omaggio allaMadonna del Carmine, il 2 febbraio, il popolo continuò,
e continua, a venerarLa comePatrona eSalvatricedella città.Nella chiesa i rossi scudi cro-
ciati dell’anticoComunepadovano restano tuttavia a testimoniare, anchedopo il 1868, il
vecchio voto e le vecchie pie tradizioni della città”.