concorrere nella circostanza come questa, straordinaria a sussidiare quel
Tempio, animati dagli antichi esempi dei Padri nostri emossodaquel sen-
timento di religione che non si è mai smentito nelle pubbliche delibera-
zioni di questa Città, ha determinato con pienezza di suffragi, non già di
dare a prestanza,ma bensì di corrispondere indono gratuito la somma ri-
chiesta per l’opera avviata, pagabile questa a quote uguali nei tre prossimi
anni 1837, 1838 e 1839, ritenendo che, ciònulla ostante, i lavori vengano
appaltati ed eseguiti ancora nell’anno corrente”
21
.
Benprestoci si reseperòcontoche la cifranecessariaper eseguire l’opera
era molto superiore a quella preventivata, per cui la Delegazione Comu-
naledeliberòunsecondo finanziamentodi lire12.000“…parimenti senza
restituzione trattandosi delTempio di S.Maria del Carmine”
22
.
I lavori potevanocosì cominciare il 24giugno1839edopoqualche anno
eranoconclusi…provvisoriamente, vistochenel 1862eragiànecessarioprov-
vedere adun consolidamento con il ripassodella copertura inpiombo ed il
rafforzamentodel tamburochevenivacintodaunagrossacatena inferroan-
cora in loco e ben visibile. L’anno successivo si provvide anche a restaurare
il soffittodellaChiesa conprogetto a firma dell’ing. B.Menato
23
.
300° anniversario dellaMadonna dei Lumini
Il fatto che l’Amministrazione municipale – sia pure dietro sollecita-
zione del Vescovo – si accollasse totalmente la spesa della cupola ci apre
una finestra sul rapporto privilegiato intercorso nei secoli fra il Comune di
Padova e la Chiesa del Carmine. Legame antico originato dai fatti legati
alla pestilenza del 1576, ben illustrati dalla grande lapide nel lato destro
del presbiterio:
Prima parte
I
PRIMI
100
ANNI
21
21
Il Santuario
cit., p. 39-40.
22
Verbale del 1 settembre 1837, in
Il Santuario
cit., p. 42-43.
23
“
Nozze d’oro sacerdotali
cit., p. 3.