“La veneranda santissima ImmaginedellaMadrediDio, che si vede sul-
l’AltarMaggiore di questaChiesa, una volta si trovava sottounportico vi-
cino alla Sala dell’Illustrissimo Prefetto ed appariva venerabile per
moltissimi quadri votivi. L’anno poi di Cristo 1576 inferendo lamalattia
della peste per tutto ilDominioVeneto, e specialmente aVenezia ed a Pa-
dova laSantissimaVerginenostraAvvocata fece conosceredurante il sonno
ai pii SignoriM.R. FeliceZuccoli Padovanodottore inTeologia eministro
della Provincia Veneta del SacroOrdine Carmelitano ed Ill.mo Senatore
Veneto e Prefetto di Padova Luigi Giorgio, che fu poi Procuratore di S.
Marco, che quella Immagine dovea trasferirsi da quel luogo poco decente
in questo augustissimoTempio e dopo la sua traslazione la peste sarebbe
cessata tanto a Padova che aVenezia. Per la qual cosa il giorno 12 ottobre
essa fu trasferita e subito il pestiferomorbo cominciò a scomparire ed in
breve tempo tutti i luoghi soggetti al DominioVeneto furono liberati da
quel contagio, ed inmemoria di questomemorando divino beneficio la
Città di Padova fece voto di visitare ogni anno nel giorno della Festa della
Purificazione questa Immagine dell’ImmacolataMadre di Dio e di offrire
certa quantità di ceri e di assistere allaMessa solenne. Furono offerti in
quell’occasione sacri indumenti di broccatod’oro. Le quali cose tutte sono
testimoniate inpubblici documenti scritti e confermate ad onore diDio e
della Beatissima SuaMadre.Questa lapide pose condenaro da sé raccolto
ilM.R. Padre, dottore inS.TeologiaAndreaTraghettodiBrescia ePrefetto
del Convento, il 29 gennaio 1597”
24
.
Da quel momento in poi l’immagine – opera pregevole di Stefano dal-
l’Arzere del 1540 circa
25
– si trova nella chiesa del Carmine ed è divenuta
oggetto di grande devozione: si è già detto che anche il nuovomonumen-
tale presbiterio fu studiato apposta per ospitare l’affresco e valorizzarlo al
meglio. Il “voto” del Consiglio Comunale di recarsi ogni anno in pelle-
grinaggioalCarmine continuò ininterrottamente finoal 1868per esserepoi
abbandonatonell’atmosfera anticlericale dei primi anni dopo l’unità d’Ita-
lia. Di questo legame privilegiato con la città (nella lettera già citata il Ve-
22
I
PRIMI
100
ANNI
Prima parte
24
La traduzione si trova in
Il Santuario
cit., p. 13-14.
25
Cfr. G
ASPAROTTO
,
S.Maria del Carmine
cit., p. 206.