Orari S. Messe

Domenica e festivi:
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28 gennaio 2022

Il perdono
Nella rivelazione ebraica Dio manifesta il proprio Nome come "misericordioso e compassionevole (Es 34,6), colui che perdona (Es 34,7). Dunque nel Nome di Dio sono proclamati la grazia, la bontà, la tenerezza, la misericordia, la fedeltà, la compassione e il perdono. Dio è certamente narrato dalla metafora paterna, ma si presenta con il cuore di una madre: egli possiede viscere con sentimenti materni (cfr. Is 49,15). Il perdono appare come un frutto dei sentimenti di Dio attestati dai suoi attributi, sicché dopo l'esilio babilonese Israele lo invoca come "Dio dei perdoni" (Ne 9,17; Dn 9,9).
E. BIANCHI, Dono e perdono. Einaudi, Torino 2014, pp. 47

Il discernimento

Il camminare insieme, la sinodalità, non è una "tecnica" per vivere bene insieme, ma è la condizione senza la quale lo Spirito santo non può parlare alla chiesa. Gli stessi pastori, i quali per essere tali devono avere il dono del discernimento, hanno la responsabilità di mettersi in ascolto dei fratelli e delle sorelle, del gregge loro affidato, per discernere la volontà del Signore e darle attuazione ecclesiale. Una chiesa sinodale, plurale e sinfonica è la chiesa in vista della quale ciascuno deve impegnarsi, secondo il grado di fede e la grazia ricevuta, perché solo così si dà forma al corpo di Cristo nella storia. Lo Spirito santo, "maestro dell'unità nelle differenze", accompagna sempre la chiesa, se il cammino che essa compie è sinodale.
E. BIANCHI, L'arte di scegliere. Il discernimento. San Paolo, Cinisello Balsamo MI 2018, pp. 32-33.

LITURGIA DELLA PAROLA
Dal secondo libro di Samuele (2Sam 11,1-4a.5-10a.13-17)
All'inizio dell'anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a compiere devastazioni contro gli Ammoniti; posero l'assedio a Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d'aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: "È Betsabea, figlia di Eliam, moglie di Uria l'Ittita". Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: "Sono incinta". Allora Davide mandò a dire a Ioab: "Mandami Uria l'Ittita". Ioab mandò Uria da Davide. Arriva Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Uria: "Scendi a casa tua e lavati i piedi". Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Uria dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide : "Uria non è sceso a casa sua".
Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Uria. Nella lettera aveva scritto così: "Ponete Uria sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia". Allora Ioab, che assediava la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che c'erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Uria l'Ittita.

Parola di Dio

Salmo responsoriale     dal salmo 50 (51)
Rit.: 
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. Rit.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto. Rit.

Così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa io sono nato,
nel peccato mi ha concepito mia madre. Rit.

Fammi sentire gioia e letizia:
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe. Rit.

Alleluia, alleluia
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. 
(Cfr. Mt 11,25)
Alleluia


Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,26-34)
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: "Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura".
Diceva: "A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono nel terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra". Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. 
Parola del Signore

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