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Foglietto parrocchiale

Sinodo Diocesano

27 ottobre 2021

La lettera ai Romani 
Nel nono capitolo della lettera ai Romani, Paolo porta alle estreme conseguenze un tema che si trova nell'Antico Testamento, ovvero il principio della assoluta libertà e imperscrutabilità delle scelte di Dio: "Farò grazia a chi la vorrò fare e avrò pietà di chi vorrò avere pietà" (Es 33,19).
Discendere da Israele non è un motivo sufficiente per ritenersi giusti, e l'esserne fuori non significa esclusione dalla salvezza. Paolo illustra questa tesi con due esempi biblici (9-13) e con l'esempio del vasaio, padrone assoluto di ciò che fa (20-24). Non è chiaro se quest'ultima metafora illustri soltanto la posizione dell'Israele incredulo o quella di tutti gli uomini peccatori.
A. CINI TASSINARIO, Lettera ai Romani. Einaudi, Torino 2000, p. 63.

LITURGIA DELLA PAROLA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8,26-30)
Fratelli,
lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo, infatti, come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e Colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché Egli intercede per i santi secondo il disegno di Dio.
Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che Egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché Egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Parola di Dio

Salmo responsoriale     dal salmo 12 (13)
Rit.: 
Nella tua fedeltà ho confidato, Signore.

Guarda, rispondimi, Signore, mio Dio,
conserva la luce ai miei occhi,
perché non mi sorprenda il sonno della morte,
perché il mio nemico non dica: "L'ho vinto!",
e non esultino i miei avversari se io vacillo. Rit.

Ma io nella tua fedeltà ho confidato;
esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
canterò al Signore, che mi ha beneficato. Rit.

Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo. 
(Cfr. 2Ts 2,14)
Alleluia.

Dal vangelo secondo Luca (Lc 13,22-30)
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?".
Disse loro: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici!". Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete". Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia". Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel Regno di Dio: voi, invece, cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel Regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi".
Parola del Signore

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