Orari S. Messe

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3 dicembre 2021

Charles de Foucauld
Charles de Foucauld è un santo da seguire. Lo si può anche pregare come fratello universale, Fratel Carlo di Gesù (15 settembre 1858 - 1 dicembre 1916). De Foucauld va sempre visto in cammino. Charles, infatti, non aveva ancora raggiunto quello che continuamente desiderava, cioè "abituare tutti gli abitanti, cristiani, musulmani, ebrei e non credenti a guardarmi come un loro fratello, il fratello universale". Per questo la canonizzazione, oltre alla gioia di saperlo in Paradiso con tutti i santi, è gioia ora in Terra di quanti vivono seguendolo.
La santità di Charles dovrebbe essere l'occasione per far sentire la particolarità unica di un uomo che, pur dentro la Chiesa, non è solo membro della Chiesa: la sua persona esce dai confini ed è per il mondo. [...] La canonizzazione dovrebbe aprire la Chiesa a non restare solo per sé stessa e in sé stessa ma a essere per tutti, per essere a servizio e per il bene dell'umanità.
Sì, san Charles può fare bene alla Chiesa mostrandola - come diceva papa Giovanni - "madre amorevole di tutti, benigna, paziente, piena di misericordia e di bontà, anche verso i figli da lei separati. Al genere umano, oppresso da tante difficoltà, essa dice, come già Pietro al povero che gli chiedeva l'elemosina: 'Io non ho né oro né argento, ma ti do quello che ho: nel Nome di Gesù Cristo Nazareno, alzati e cammina' (At 3,6). La Chiesa agli uomini di oggi non offre ricchezze caduche, non promette una felicità solo terrena, ma partecipa ad essi i beni della grazia divina che, elevando gli uomini alla dignità di figli di Dio, sono validissima tutela e aiuto per una vita più umana".
S. ZOCCARATO, Charles de Foucauld. Il mio santo in cammino. ETS, Milano 2020, pp. 11-13.

Charles de Foucauld sarà proclamato santo il 15 maggio 2022.

Il libro del profeta Isaia

Un tema caratteristico di Isaia è la pace. Il profeta è veramente un grande cantore della pace in tutte le sue dimensioni. La guerra, per la Bibbia, è una liturgia satanica, la strada sempre più miserabile che l'uomo percorre anche quando deve affermare la giustizia, la strada più infame anche per un grande ideale.
Ritorniamo perciò alla forza, alla poesia, alla grandezza della pace che vediamo brillare soprattutto nel capitolo 11, segnato e costruito come un grande dittico, che va considerato anche poeticamente. Si tratta di un dittico che il profeta disegna: il dittico della pace e dell'Emmanuele.
Un primo quadro è dominato integralmente da un'immagine vegetale: una radice che sembra morta, un tronco che sembra senza vita e che, lentamente, comincia a gettare un germoglio. Subito dopo, si sente come un vento che arriva dalle quattro direzioni. Il testo dice tutte queste cose in trasparenza, attraverso il linguaggio dell'immagine. Al centro però si nota non un semplice germoglio, ma un uomo che sta indossando il suo abito regale: è l'investitura del re. Egli però indossa solo giustizia e pace.
L'altra tavola è quella del "paradiso terrestre", ricreato con estrema originalità da Isaia: un paradiso nel quale tutti, all'improvviso, quasi come se fosse scattato un orizzonte di pace sognata, cominciano a mettersi insieme e a non essere più ostili tra loro, a partire dagli animali. E tutta questa scena cosmica punta su un bambino. Isaia canta la salvezza in un bambino e lo rappresenta mentre sta giocando, divertendosi con una vipera velenosa che, però, non gli fa nulla.
G. F. RAVASI, Il profeta Isaia. EDB, Bologna 1992, pp. 52-53

LITURGIA DELLA PAROLA
Dal libro del profeta Isaia (Is 29,17-24)
Così dice il Signore Dio: "Certo, ancora un po' e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva. Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall'oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d'Israele. Perché il tiranno non sarà più, sparirà l'arrogante, saranno eliminati quanti tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla. Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore, che riscattò Abramo: "D'ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro, santificheranno il mio Nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio d'Israele. Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza, quelli che mormorano impareranno la lezione".
Parola di Dio

Salmo responsoriale     dal salmo 26 (27)
Rit.: 
Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita
di chi avrò paura? Rit.

Una cosa ho chiesto al Signore
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. Rit.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. Rit.

Alleluia, alleluia.
Il Signore viene, andiamogli incontro:
Egli è la luce del mondo.
Alleluia.

Dal vangelo secondo Matteo 
(Mt 9,27-31)
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: "Figlio di Davide, abbi pietà di noi!".
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: "Credete che io possa fare questo?". Gli risposero: "Sì, o Signore!".
Allora toccò loro gli occhi e disse: "Avvenga per voi secondo la vostra fede". E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: "Badate che nessuno lo sappia!". Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
Parola del Signore

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