Seconda parte
L’
ULTIMO SECOLO
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Inquesti anni i bombardamenti non risparmiarononé persone né cose:
grande fu l’eco provocato dal crollo sotto le bombe del rifugio di via Rag-
giodi Sole (appena fuori dei confini della parrocchia), dove persero la vita
tutti quelli chevi si trovavano (ederano tanti…).Tutta lanostra zona fucol-
pita piùvolte perché ricca di obiettivi strategici: oltre alla stazione, Palazzo
Maldura ospitava la caserma della Guardia Nazionale Repubblicana, nei
pressi della chiesa (dove adessodi trova la scuolaGiotto) c’erano i sindacati
fascisti e il DistrettoMilitare si trovava a fianco della Chiesa degli Eremi-
tani, che fu colpita ferocemente con la distruzione della cappellaOvetari,
completamente affrescata dalMantegna.
La sera del 25marzo 1944 fu colpito anche il complesso del Carmine:
molti spezzoni incendiari dopo aver bucato le tegole erano penetrati nelle
soffitte degli edifici sopra il chiostro, i cui solai (fatti interamente con travi
di legno) presero fuoco provocando il crollo dei tetti; nell’ala sud il mate-
riale precipitato sul pavimento lo sfondò e tuttoprecipitò a terra, fra fiam-
me emacerie: per fortuna si trattò di un crollo verticale, perché il soffitto
distruttoeraquellodellaScoletta, i cui affreschimiracolosamente restarono
indenni; solodopo il disastro si provvide aproteggerli conuna tettoiaprov-
visoria e sacchi di sabbia. Spezzoni incendiari colpirono anche il cinema
Casalini (nell’area a ridosso dell’attuale scuolaGiotto) e provocarono l’in-
cendio dei soffitti dell’area adiacente alla chiesa, il cui tettone fu sfondato
in più parti (qualcuno cadde anche a ridosso della cupola che pure subì
qualche danno): poteva essere una tragedia se non fosse stato per la pron-
tezzadi spiritodi ungruppodi giovani che–guidati dal parrocodi SanBe-
nedettomons. Pertile prontamente accorso sul luogo alle prime avvisaglie
del disastro– avevano sfidato il pericolo andando sul tettoper sgombrarlo
conmezzi di fortuna dalmateriale incendiario.
Anche il cinema-teatroparrocchiale situatodietro la chiesa, a ridossodel-
l’attuale campoda pallacanestro, fu colpito inmaniera tanto grave da dover
essereabbattutodopo laguerra. I locali sopra la scoletta, andati completamente
distrutti, costituivano la canonica, per cui anchemons. Formaglio, perduti i
pochi beni che aveva, si trovòa condividere la triste sortedegli sfollati e ven-
neospitato inunacasaprivata; apresidiare laChiesa rimasero i cappellani don
Luigi Rondin e donMarioCeccato e il Cancelliere dellaCuriamonsMario