Orari S. Messe

Domenica e festivi:
8.00 - 9.30 - 11.00 - 12.15 - 19.00

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Domenica 12 luglio 2020

 

Carissimi fratelli e sorelle,
c'è un passo della prima lettera ai Corinzi (1,10-13.3,5-7) dove san Paolo rimprovera i cristiani di Corinto perché si erano formati dei gruppi che si distinguevano gli uni dagli altri in base alla persona che aveva loro annunciato il Vangelo: "Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo». È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?... Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere". Il fatto è che quei cristiani si erano affezionati a chi aveva loro annunciato il Vangelo, per primo Paolo, poi Apollo, infine Cefa cioè Pietro... dimenticandosi che tutti avevano annunciato la stessa cosa, cioè la persona e il messaggio di Gesù Cristo, figlio di Dio. E' un po' così anche per il cambio del parroco: molti si affezionano e quando un parroco se ne va sono spiacenti se non addolorati; tantissime persone direttamente o per telefono mi hanno fatto sapere quanto loro dispiaccia che io cambi parrocchia, alcune hanno anche pianto... Tutto questo va bene, è in fin dei conti è il riconoscimento che io qui ho fatto del mio meglio, ma poi bisogna ricordarsi di quanto dice san Paolo: ogni parroco è annunciatore del Vangelo servitore della vita cristiana dei fedeli, e ognuno lo fa "come il Signore gli ha concesso", cioè secondo le sue caratteristiche, il suo temperamento e le sue capacità. In 210 anni la parrocchia del Carmine - nata nel 1810 con il trasferimento della sede dalla chiesa di S. Giacomo alla nostra Basilica - ha avuto 9 parroci: don Francesco Alberti (1810-13) già parroco di S. Giacomo da oltre 50 anni, don Angelo Bonomi (1813-1830), mons. Giuseppe Cheberle (1830-1883), mons. Antonio Rampazzo (1883-1906), mons. Ettore Maria Pagnacco (1906-1921), mons. Melchiorre Formaglio (1922-1946), mons. Giovanni Mason (1946-1971), mons. Lino Giacomazzo (1971-2009) e infine il sottoscritto, che sarà sostituito dall'attuale segretario del vescovo don Matteo Naletto: ognuno col suo carattere, ognuno con i suoi doni particolari, tutti al servizio di Gesù Cristo e della sua Chiesa, tutti al servizio della fede di generazioni di cristiani che hanno abitato in questo territorio, tutti impegnati nell'annuncio del Vangelo; ognuno ha interpretato il proprio ruolo con la sua originalità di persona unica e irripetibile, piantando semi di fede e di amore e irrigando i semi che il predecessore aveva a sua volta piantato traendone frutti di vita cristiana autentica per i suoi fedeli. Si potrebbe obiettare che i miei predecessori sono stati in sede più a lungo di me. Mi sono spesso sentito dire: "Ma don Lino è stato qui per quasi 40 anni, perché lei no?". La risposta è molto semplice: il rapido evolversi della società unito ad un numero minore di preti esige un avvicendamento più rapido rispetto ad un tempo, e bisogna ricordare anche che i sacerdoti sono a servizio delle necessità della diocesi: io stesso prima di venire qui ero stato parroco in altre tre parrocchie, e per un tempo molto più breve di quello che ho trascorso qui con voi.
E' naturale provare tristezza per il parroco che se ne va, dovrebbe essere  altrettanto naturale accogliere chi viene "nel nome di Cristo", per fare con voi un nuovo pezzo di strada a servizio dell'unico Signore di tutti, partendo da quanto è stato fatto finora e aggiungendovi col tempo la sua personale visione, come hanno fatto tutti i suoi predecessori, me compreso. Per me sono stati 11 anni carichi di sfide e di soddisfazioni, ora sono chiamato in una altro luogo, al servizio di Cristo e della sua Chiesa. Spero che mi accompagniate con la vostra preghiera e che anche in futuro non vi dimentichiate di pregare per me. Pace e bene a tutti.

Il parroco don Alberto

 

Festa del Carmine - Giovedì 16 luglio 2020
 
 
Preparazione
 
Lunedì 13 martedì 14 e mercoledì 15.
 
Ore 18,30 S. Rosario meditato in Basilica
 
Ore 19,00 S. Messa con predicazione
 
Giovedì 16 luglio
 
A causa dei regolamenti sul distanziamento la Basilica non può ospitare più di 180 fedeli; gli ingressi saranno perciò contingentati e regolati da volontari. Per chi resta fuori sarà possibile assistere in piedi opportunamente distanziati: la porta centrale resterà aperta e vi sarà un altoparlante per l'amplificazione esterna. Le Ss. Messe potranno essere seguite anche dal chiostro (con amplificazione), dove ci saranno delle sedie collocate alla giusta distanza.
Per evitare assembramenti il tavolo con gli oggetti religiosi non ci sarà; resterà però possibile prenotare le Ss. Messe.
 
Al mattino
 
Ss. Messe ore 8,00; 9,30; 11,00; 12,30.
  
 11,45: tradizionale benedizione dell’uva primaticcia che le persone porteranno da casa.
 
Nel pomeriggio
 
Ore 16,00: benedizione e imposizione dello scapolare (gli scapolari verranno consegnati sul momento)
 
Ss. Messe ore 17,00; 18,30.
 
La S. Messa delle ore 18,30 (preceduta dalla recita del S. Rosario) sarà presieduta dal Vicario Generale della diocesi mons. Giuliano Zatti. La processione - a causa delle regole sul distanziamento inapplicabili nel nostro contesto - è sospesa. Al termine della S. Messa la statua della Madonna verrà portata nel sagrato, dove ci sarà la preghiera della Supplica e la benedizione finale
 
La serata in Patronato è sospesa.

 

Da quando si è manifestato, il virus ha scombinato la nostra vita, e ancora non ne siamo usciti del tutto: ci ha costretto a stare chiusi in casa prima, poi a riprendere la nostra vita quotidiana con mascherina, guanti (ora resi facoltativi) e stando distanziati.
Questo ha significato anche una forte limitazione agli ingressi in chiesa e l'obbligo della distanza sanitaria fra le persone di almeno un metro, indossando la mascherina, l'eliminazione del cambio di pace, l'obbligo di prendere la comunione solo in mano etc. Cose che sappiamo ormai tutti e cui ci siamo almeno in parte abituati, come ci siamo abituati a trovare nelle Messe domenicali davanti alla porta di ingresso della Basilica dei volontari (che ringrazio sentitamente) che ci accolgono oltre che con un gentile "buongiorno" anche con il disinfettante per le mani e contano le presenze, perché oltre i 180 posti nessuno più può entrare.
Cose che sappiamo, ma che conviene ricordare nell'occasione della Festa del Carmine, che attirando molte persone porrà non pochi problemi ai per quanto riguarda la capienza: in poche parole, molti dovranno restare fuori; si è pensato di ovviare in parte (ma solo in parte) mettendo diverse decine di sedie nel chiostro opportunamente distanziate, dove i fedeli - il cui ingresso anche qui sarà contingentato - potranno ascoltare la S. Messa grazie a un nuovo impianto di amplificazione; il posizionamento di un maxischermo risulta impossibile, perché gli alberi del chiostro ne impedirebbero la visione. Gli altri potranno seguire la S. Messa in piedi e distanziati dal sagrato dove il portone centrale aperto permette una certa partecipazione anche visiva e il posizionamento di un altoparlante esterno rende possibile l'ascolto della S. Messa; siccome il sole batte molto forte, forniremo a chi ne fa richiesta un ombrellino oppure un cappello per ripararsi.
Un consiglio: la Madonna del Carmine si trova sempre in Basilica tutti i giorni dell'anno: magari si può fare una visitina prima o dopo la festa, senza sovraffollamenti nella giornata del 16 luglio (specialmente alle 18,30).
 
 
Parola vivente - Le letture della domenica
 
 
 

Dal libro del profeta Isaia (55,10-11)

Così dice il Signore:

«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

 

Salmo Responsoriale

R. Tu visiti la terra, Signore,  e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti, la ricolmi di ricchezze. Il fiume di Dio è gonfio di acque; tu prepari il frumento per gli uomini. R/.

Così prepari la terra: ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle, la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. R/.

Coroni l’anno con i tuoi benefici, i tuoi solchi stillano abbondanza. Stillano i pascoli del deserto e le colline si cingono di esultanza. R/.

I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di messi: gridano e cantano di gioia! R/.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,18-23)

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

 

Dal vangelo secondo Matteo (13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

 
 
 
I canti della S. Messa delle ore 11,00
 

I cieli narrano

Rit.: I cieli narrano la gloria di Dio

e il firmamento annunzia l’opera sua

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia!

 

Il giorno al giorno ne affida il messaggio

la notte alla notte ne trasmette notizia

non è linguaggio, non sono parole

di cui non si oda il suono. Rit.

 

Là pose una tenda per il sole che sorge

è come uno sposo dalla stanza nuziale

esulta come un prode che corre

con gioia la sua strada. Rit.

 

Alleluia! Questa tua Parola

Alleluia! Alleluia! …

Questa tua Parola non avrà mai fine

ha varcato i cieli e porterà il suo frutto (2x)

 

Benedici, o Signore

Nebbia e freddo, giorni lunghi e amari

mentre il seme muore.

Poi il prodigio antico e sempre nuovo

del primo filo d’erba.

E nel vento dell’estate ondeggiano le spighe:

avremo ancora pane.

 

Rit.: Benedici, o Signore,

questa offerta che portiamo a Te.

Facci uno come il pane

che anche oggi hai dato a noi.

 

Nei filari, dopo il lungo inverno

fremono le viti.

La rugiada avvolge nel silenzio

i primi tralci verdi.

Poi i colori dell’autunno, coi grappoli maturi,

avremo ancora vino.

 

Rit.: Benedici, o Signore,

questa offerta che portiamo a Te;

facci uno come il vino

che anche oggi hai dato a noi.

 

Santo gen rosso

Santo, Santo, Santo

il Signore Dio dell’universo

i cieli e la terra sono pieni della tua gloria

Rit.: Osanna! Osanna!

Osanna nell’alto dei cieli!

Osanna! Osanna!

Osanna nell’alto dei cieli!

Benedetto Colui che viene

nel nome del Signore. Rit.

 

Ora è tempo di gioia

L’eco torna da antiche valli

la sua voce non porta più

ricordo di sommesse lacrime

di esili in terre lontane.

 

Rit. Ora è tempo di gioia

non ve ne accorgete?

Ecco faccio una cosa nuova

nel deserto una strada aprirò

 

Come l’onda che sulla sabbia

copre le orme e poi passa e va,

così nel tempo si cancellano

le ombre scure del lungo inverno. Rit.

 

Tra i sentieri dei boschi il vento

con i rami ricomporrà

nuove armonie che trasformano

i lamenti in canti di festa. Rit.

 

Ogni mia Parola

Come la pioggia e la neve

scendono giù dal cielo

e non vi ritornano senza irrigare

e far germogliare la terra

 

Così ogni mia parola non ritornerà a me

senza operare quanto desidero

senza aver compiuto

ciò per cui l’avevo mandata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al pozzo del cuore di Dio

Intenzioni di preghiera che saranno consegnate alle Suore Elisabettine per la preghiera personale e comunitaria.
Rosario nella chiesa di S. Giuseppe (via Vendramini) il primo sabato del mese ore 9,30.

Archivio letture settimanali

Info parrocchia

Parrocchia S. Maria del Carmine
Piazza Petrarca 1
35137 Padova (PD)
Tel. ufficio parrocchiale: 049/87.60.422
E-mail: carminepd@gmail.com

Info scuola materna

Scuola Materna S. Maria del Carmine
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35137 Padova (PD)
Tel. 049/87.56.811
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