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EDITORIALE

Carissimi fratelli e sorelle,

eccoci anche quest’anno a celebrare insieme la Madonna dei Lu-

mini, una festa che parla ai nostri cuori con una pluralità di voci.

La voce della storia

. Tutto ebbe inizio nel 1576, quando una terri-

bile pestilenza si abbatté sul Veneto colpendo anche Padova dove

provocò migliaia di vittime. Mentre l’epidemia ancora infuriava,

la Madonna apparve in sogno al “Capitano del popolo” o prefetto

(che nei periodi di emergenza concentrava in sé tutti i poteri) e al

padre superiore del Convento del Carmine dicendo loro che se

una sua immagine – dipinta sotto un portico di piazza Capitaniato

da Stefano dall’Arzere una trentina di anni prima e già oggetto

di venerazione – fosse stata staccata e portata nella nostra chiesa,

la peste sarebbe cessata. Detto, fatto: il giorno dopo il muro su

cui l’immagine era affrescata fu tagliato, messo su una portantina

e portato al Carmine con una grande processione cui partecipò

una folla enorme. Era la sera del 12 ottobre e siccome cominciava

a fare buio la gente aveva portato torce, ma soprattutto pezzi di

candela e lumini per farsi chiaro: per questo l’affresco – che oggi

si trova sopra l’altare maggiore – fu chiamato “Madonna dei Lu-

mini”. Dopo un paio di giorni la peste cessò.

La voce della città

. A motivo di questo miracolo la città di Pa-

dova cominciò ad intrattenere con la chiesa del Carmine un rap-

porto particolare facendone il Santuario mariano cittadino, come

testimoniano i due grandi scudi crociati (stemma della città) di-

pinti sulla facciata interna, sopra l’organo e quelli più piccoli nei

capitelli della sacrestia. A ricordo dell’evento dal 1577 al 1868 –

quando nel clima anticlericale dei primi anni dopo l’unità d’Italia

la consuetudine fu sospesa – l’amministrazione comunale si recò

annualmente in pellegrinaggio nella nostra chiesa per assistere a

una S. Messa di ringraziamento. La tradizione è stata ripresa re-

centemente attraverso l’invito fatto alle autorità cittadine e ai di-

pendenti comunali di partecipare alla S. Messa delle 11,00. Quella

della città è una voce che può chiedere a Maria di liberarci dalle

tante “pesti” che appesantiscono la nostra società (individualismo,

indifferenza, scarsa accoglienza...) e di aiutarci a coltivare il senso

del bene comune, il gusto di costruire insieme una società più

solidale, la capacità di lavorare gli uni per gli altri tenendo conto

degli interessi di tutti.