Orari S. Messe

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Bollettino parrocchiale

Domenica 16 settembre 2018

Parola vivente - Le letture della domenica

Carissimi fratelli e sorelle,
 cosa significa essere discepoli di Gesù? La parola discepolo significa uno che impara. I discepoli di Gesù sono quelli che desiderano imparano da Lui, il che vuol dire che ogni cristiano è Suo discepolo. E cosa ci insegna Gesù? E' semplice: ci insegna a vivere. Il suo Vangelo è prima di tutto una scuola di vita: se non lo teniamo presente difficilmente capiremo il brano di oggi (Marco 8,27-35) che è fondamentale per comprendere cosa Gesù ci insegna e come ce lo insegna. Si parte da una domanda che viene rivolta anche a noi oggi come ai discepoli di 2000 anni fa: "Voi chi dite che io sia?". Ce lo siamo mai chiesti? Chi è Gesù per me? San Pietro dà la sua risposta, che - pur se parziale - è giusta: "Tu sei il Cristo". Cristo è la traduzione greca dell'ebraico Messia, che in italiano viene tradotto con la parola "unto": a noi dice poco, ma per gli ebrei "messia-cristo" era il titolo  attribuito al re, che diveniva tale appunto grazie al rito dell'unzione, quando all'inizio del suo mandato il sommo sacerdote lo ungeva con olio benedetto, segno della protezione di Dio. Quando in Israele non c'è più stato un re, la gente ha cominciato a mettersi in attesa del momento favorevole in cui una nuova guida potesse mettersi alla testa del popolo di Dio, e così nel corso dei secoli la figura del Messia si era arricchita di molti altri significati, soprattutto spirituali. In particolare il profeta Isaia (prima lettura, Isaia 50,5-9) aveva affermato - parlando ovviamente in nome di Dio ci cui ogni profeta non è altro che l'interprete - che il futuro re-messia sarebbe stato uno che avrebbe sofferto e dato la vita per il popolo. Gesù, non dimentichiamolo, viene presto identificato con il Messia, titolo che gli viene dato come soprannome nella sua traduzione greca (lingua con cui sono stati scritti i Vangeli) di Cristo. Bene, egli intende la sua missione di Messia sulla scia del profeta Isaia, come uno che soffrirà, sarà perseguitato e morirà per il bene di tutti. Di qui il rimprovero di Pietro, che aveva - come d'altronde più o meno tutti in quell'epoca - una visione trionfalistica del Messia, percepito come una specie di condottiero che avrebbe ricostruito l'antico regno di Israele facendone il centro di un grande impero che avrebbe dominato su tutto il mondo. Ma Gesù lo chiama satana, perché c'è un enorme contrasto fra il progetto di Dio sull'umanità e quello che l'umanità pensa di se stessa: l'uomo ragiona in termini di potere, di ricchezza, di dominio, tutte cose che dividono creando contrasti, carrierismi, avidità dove conta solo chi si fa avanti a spintoni a costo di schiacciare alcuni ed emarginarne molti altri; così si cade in bocca a satana, cioè al diavolo che significa appunto "colui che divide". Il male è sempre divisione, contrasto, opposizione, lacerazione: e il potere non fa altro che dividere, perché anche nelle forme più evolute di governo ci saranno sempre degli oppressi e degli oppressori, dei vincenti e degli sconfitti, degli onesti e dei disonesti che se ne approfittano. L'alternativa che Gesù propone è quella di un Messia che sia l'esatto contrario di un uomo di potere, ma piuttosto una guida cui affidarsi per imparare a vivere. E infatti la gente lo chiama preferibilmente maestro, ed egli sarà il maestro più credibile che esista, perché sarà prima di tutto un testimone che darà l'esempio con la propria esistenza. E il suo insegnamento consisterà soprattutto nell'amore inteso come "croce", cioè come capacità di dare la vita per gli altri, soffrendo anche in prima persona se necessario; senza dimenticare però che saper donare la propria vita ogni giorno significa sempre "risorgere", risorgere dai nostri peccati, dai nostri egoismi, dalle nostre meschinità per riscoprire ogni volta che solo nel dono di noi stessi possiamo diventare vita per chi ci sta vicino. E il povero san Pietro viene trattato come uno scolaretto che pur volendo imparare la lezione del maestro si è distratto un po' e non è riuscito a capirne il senso: per questo motivo Gesù gli ordina di tornare dietro a lui, cioè di seguire nuovamente la lezione cercando di metterla in pratica, prendendo anche lui la sua croce in modo da donare la propria vita per il bene di tutti. Nella seconda lettura san Giacomo (2,14-18) ci dice che segue veramente la lezione di Gesù chi non si limita a ripeterla a parole, ma la vive in prima persona con le sue azioni a servizio del prossimo. Pace e bene a tutti.

Il parroco don Alberto

 

Avvisi Parrocchiali
“Al pozzo del cuore di Dio”: intenzioni raccolte in chiesa, consegnate alle Suore Elisabettine per la preghiera personale e comunitaria; Rosario chiesa di S. Giuseppe (via Vendramini) I sabato del mese ore 9,30.

Pulizie della Basilica: ogni primo mercoledì del mese, ore 8,30. Si è pensato di mantener un giorno fisso al mese per favorire la partecipazione: c'è posto per tutti.

Oggi a tutte le Ss. Messe (compresa la prefestiva del sabato) ci sarà una raccolta di generi alimentari per le "borse della spesa". Un grande grazie a quanti vorranno contribuire e ai volontari della Caritas che si occupano dell'accoglienza delle persone e della distribuzione.
Per vari motivi, il gruppo dei volontari della Caritas non è più del tutto sufficiente a garantire il servizio delle Borse della spesa. Chiediamo perciò la disponibilità di qualche persona che desideri dedicarsi a questo tipo di volontariato: per informazioni si prega di rivolgersi direttamente al parroco.

Il catechismo dei ragazzi riprenderà mercoledì 4 ottobre alle ore 17,00 in Basilca con la S. Messa insieme. Al termine le catechiste si ritroveranno in Ufficio Parrocchiale per un breve incontro di programmazione
La festa della Madonna dei Lumini sarà domenica 14 ottobre.

La catechesi degli adulti riprenderà nel mese di ottobre, ogni lunedì alle ore 16,00, in data ancora da destinarsi. Il tema dell'anno sarà l'approfondimento dei contenuti della S. Messa.

L'Azione Cattolica adulti inizierà il suo anno associativo giovedì 4 ottobre, festa di S. Francesco, nella S. Messa delle ore 19,00. Gli incontri proseguiranno ogni martedì alle ore 17,30 nella Sala Parrocchiale.

Nella circostanza della scomparsa del sig. Carlo Giacon ci uniamo al dolore dei familiari e di quanti lo hanno conosciuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al pozzo del cuore di Dio

Intenzioni di preghiera che saranno consegnate alle Suore Elisabettine per la preghiera personale e comunitaria.
Rosario nella chiesa di S. Giuseppe (via Vendramini) il primo sabato del mese ore 9,30.

Archivio letture settimanali

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Parrocchia S. Maria del Carmine
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35137 Padova (PD)
Tel. ufficio parrocchiale: 049/87.60.422
Tel. canonica (parroco): 049/87.52.413
E-mail: carminepd@gmail.com

Info scuola materna

Scuola Materna S. Maria del Carmine
Piazza Petrarca 3
35137 Padova (PD)
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E-mail: carminepd.materna@gmail.com

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