Orari S. Messe

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Bollettino parrocchiale

17 febbraio 2019

Parola vivente - Le letture della Domenica
 
Carissimi fratelli e sorelle,
 il Vangelo di oggi (Luca6,20-26) presenta le Beatitudini, che nella versione di San Luca sono quattro, contrapposte ad altrettanti rimproveri. Le beatitudini qui sono essenzialmente delle felicitazioni: dicendo "beati voi", Gesù intende dire "mi felicito con voi, vi faccio i miei complimenti"; così i quattro "guai a voi" suonano come "mi dispiace per voi, ahimè per voi". La beatitudine più importante è la prima, "beati voi poveri", dove la parola "povero" non va fraintesa, perché traduce il  latino "pauper" che deriva da "paucum" (poco) e sta ad indicare uno che "ha poco", ma con quello riesce a tirare avanti; il testo greco - sicuramente più vicino all'originale ebraico usato da Gesù - ha il termine "ptochòs", da cui l'italiano "pitocco", che significa non uno che ha poco, ma uno che non ha proprio niente né a livello di beni materiali, né a livello di risorse culturali, un miserabile indigente e ridotto a mendicare. Con questi nullatenenti totali Gesù si complimenta perché "vostro è il regno di Dio", cioè perché essi godono già ora della presenza operante del Signore. I poveri poi sono anche affamati, ma siccome sono prediletti da Dio verranno saziati, come pure quelli che stanno piangendo sulla loro miseria si troveranno un giorno a ridere. Della categoria dei "miserabili" fanno parte anche i perseguitati per la fede, perché agli occhi di chi non crede appaiono come dei poveri stupidi, che anziché affidarsi alla ragione si attaccano - per miseria mentale o culturale - a cose inevidenti, leggende, fantasie: quante volte ho sentito nella mia vita di credente questo tipo di accuse (padre, ma come fa a credere in simili sciocchezze?...), che fanno male e hanno lo scopo di farti sentire quasi inferiore ed emarginato. Da quanto detto è chiaro che non si tratta di una protesta solo sociale, né tantomeno di una contrapposizione rivoluzionaria fra poveri e ricchi.Qui viene detto prima di tutto che l'unico atteggiamento da tenere nei confronti di Dio è di considerarsi miserabili, totalmente bisognosi, inesauribilmente affamati ed assetati. E' chiaro quindi che chi sta già provando sulla propria pelle questa dimensione di totale indigenza, fame, dolore è paradossalmente un privilegiato perché - anche se non se ne accorge - Dio è già con lui, è già in lui. A questo punto si potrebbe obiettare - come hanno fatto e fanno in tanti - che allora il Vangelo sta dicendo agli indigenti di continuare pure a subire, 
ad essere sfruttati, a vivere nella fame e nella miseria perché tanto dopo andranno per primi in paradiso. Era un ragionamento in gran voga ai tempi in cui sono nate quelle teorie sociali che hanno fatto dell'ateismo la loro bandiera, secondo le quali Dio sarebbe un'invenzione dei potenti per giustificare la fame, la povertà e lo sfruttamento e l'oppressione promettendo un futuro in un'altra dimensione fatto di serenità, di prosperità e di gioia. Per fortuna ci sono i quattro rimproveri che rimettono le cose a posto, perché Gesù se la prende con tutti quelli che in questo mondo si preoccupano solo di se stessi, del loro benessere materiale (ricchezza e sazietà), psicologico (gioia e allegria) e sociale (approvazione da parte di tutti). Infatti nella prima lettura il profeta Geremia diceva: "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e pone nella carne il suo sostegno". Il messaggio è molto chiaro: cosa sono prosperità, ricchezza, prestigio sociale di fronte all'eternità? Niente, cose che finiscono e non resta più nulla. E allora cosa fare? Quello che abbiamo già detto, considerarsi poveri, miserabili, totalmente bisognosi di fronte a Dio - non a caso nel Vangelo di Matteo la prima beatitudine suona come "beati i poveri in spirito", che vuole esprimere proprio questo atteggiamento - implorandolo di riempire della sua presenza la nostra vita che senza di lui è vuota. E qualcun obietterà: troppo comodo, perché intanto il ricco continua ad essere ricco e il povero ad essere povero. Ma se tu ti senti povero di Dio e poi ti dimentichi del povero accanto a te da aiutare sostenere e soprattutto rispettare come persona al tuo stesso livello e con pari dignità, allora tu sei un falso, un ipocrita e il tuo batterti il petto in chiesa non vale niente. E' questa la vera, grande, autentica rivoluzione cristiana: dal senso di totale povertà e bisogno nei confronti di Dio, dallo scoprirsi miserabili tanto quanto la persona emarginata affamata ed afflitta non può che nascere un sentimento di concreta solidarietà nei confronti dei poveri reali, degli esclusi, degli emarginati, dei disprezzati per il colore della pelle o della poca cultura o perché considerati non abbastanza intelligenti e così via... Altrimenti non capiamo perché la chiesa, pur in modo imperfetto e limitato, si è sempre messa al servizio dei poveri e dei bisognosi, cercando di venire loro incontro in tutti i modi possibili. San Paolo nella seconda lettura (1Corinzi 15,12.16-20) ci ricorda che la risurrezione è il nostro destino comune: facciamo però che sia una risurrezione per la vita, e allora dobbiamo dimostrare che alla vita ci crediamo già qui, impegnandoci perché chi sta peggio di noi possa avere le nostre stesse opportunità. Pace e bene a tutti.
Il Parroco don Alberto
Nella circostanza della scomparsa del dr.. Giorgio Milani ci uniamo al dolore dei familiari e di quanti l'hanno conosciuto.
 
Avvisi Parrocchiali
“Al pozzo del cuore di Dio”: intenzioni raccolte in chiesa, consegnate alle Suore Elisabettine per la preghiera personale e comunitaria; Rosario chiesa di S. Giuseppe (via Vendramini) I sabato del mese ore 9,30.
Pulizie della Basilica: ogni primo mercoledì del mese, ore 8,30.
Catechesi dei ragazzi dalla prima elementare alla terza media: ogni mercoledì dalle 16,45 alle 17,45.
Gruppo prima media: sabato ore 15,00 in Patronato.
Giovanissimi - adolescenti: domenica ore 18,00 i più giovani, gli altri al sabato pomeriggio. Gli orari sono suscettibili di cambiamenti in base alle esigenze dei ragazzi.
Catechesi degli adulti: ogni lunedì alle ore 16,00 nella Sala del Capitolo. Tema dell'anno: approfondimento dei contenuti della S. Messa..
Gruppo Adulti di Azione Cattolica: ogni martedì alle ore 17,30 nella Sala Parrocchiale per riflettere insieme sulle letture della domenica successiva.
Gruppo terza età "Lavoro e sorriso": ogni giovedì dalle ore 16,00 alle 18,00 nella Sala Parrocchiale.
Prove di canto per tutti: sabato 23 alle ore 17,30 in Patronato.
Sabato prossimo 23 febbraio alle ore 20,00 nella Sala Parrocchiale ci sarà la tradizionale cena di carnevale per genitori e ragazzi del catechismo, condividendo quanto ognuno porta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Al pozzo del cuore di Dio

Intenzioni di preghiera che saranno consegnate alle Suore Elisabettine per la preghiera personale e comunitaria.
Rosario nella chiesa di S. Giuseppe (via Vendramini) il primo sabato del mese ore 9,30.

Archivio letture settimanali

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Parrocchia S. Maria del Carmine
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Tel. canonica (parroco): 049/87.52.413
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Scuola Materna S. Maria del Carmine
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35137 Padova (PD)
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E-mail: carminepd.materna@gmail.com

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